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L’«essere unitario» concede i suoi frutti

       
   

Non chissà dove, non in un lontano paese, ma vicino ai luoghi che lo videro contadino, padre, uomo politico, Fratel Nicolao vive d’ora innanzi come eremita nel Ranft. La fama del «Santo vivente» si diffonde nella Confederazione e ben presto in tutta Europa. Molte sono le persone che vengono da lui: uomini e donne dei dintorni, che cercano consiglio. Fratel Nicolao li saluta cosí dalla finestra della sua cella, dopo la Messa: «Dio vi conceda un lieto e benedetto giorno, cari amici e buona gente»! Poi giungono anche Vescovi, Abati, Sacerdoti e mettono alla prova la sua fede integra e l’ammirano. I governi dei cantoni svizzeri mandano spesso corrieri nel Ranft; principi esteri, come l’Arciduca Sigismondo d’Austria e il Duca di Milano gli mandano ambascerie; la città di Costanza chiede la sua mediazione in una 29 controversia per la giurisdizione nel paese di Turgovia. Vengono a visitarlo anche persone curiose e seccanti, che lo molestano, tanto che il governo di Obwaldo, in un reclamo indirizzato a Lucerna, chiede di tener lontani gli ospiti importuni. Fratel Nicolao è fuggito dal mondo e ora il mondo viene a lui.

E come lo trovano i visitatori? Il suo primo biografo, Heinrich Wölflin, riferisce di persone che «al primo sguardo vengono prese da grande spavento». Fratel Nicolao è segnato: non solo si avvicina a Dio nella fede, ma lo contempla con gli occhi e lo sperimenta nel cuore. La maggior parte dei pellegrini, come Hans von Waldheim di Halle, in Germania, che lo visitò nel 1474, si esprime cosí: «Fratel Nicolao non è d’animo triste, ma in ogni suo parlare, nel camminare, nei gesti, noi l’abbiamo vissuto gioviale, comunicativo, piacevole, ilare e soprattutto cortese». Egli congiunge nella sua persona
cielo e terra.

Nella notte sul 22 dicembre 1481, arriva nel Ranft un visitatore frettoloso: è il parroco Heimo Amgrund, che porta cattive notizie. La Dieta di Stans, che avrebbe dovuto finalmente ridare la pace alla Confederazione in preda alla discordia, è fallita. Si prospetta una guerra civile. Il parroco ritorna di corsa a Stans con un messaggio e riunisce di nuovo la Dieta. I membri sentono il consiglio di Fratel Nicolao e in poco tempo ritrovano la pace. Grazie all’autorità dell’eremita, i Cantoni di campagna accolgono i due Cantoni di città, Friborgo e Soletta, nel Patto federale. In tutta la Confederazione le campane suonano a festa per la pace. La Dieta, nella sua dichiara-zione finale, ricorda «la fedeltà, la sollecitudine e l’impegno dimostrati dal pio uomo Fratel Nicolao in questa vicenda».

Dorotea e l’intera famiglia von Flüe rievocano ora il doloroso periodo del distacco dal padre e dal marito, le umilianti dicerie in paese, le dure ore di solitudine. Ora possono gioire: «Nostro padre ha salvato la Confederazione da una guerra civile. Anche il nostro contributo è valso a qualche cosa».

     
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